Palermo, mancano i soldi: un nuovo caso Parma in Serie B?

La domanda è una sola: vista la situazione societaria corrente, quanto è grande il rischio che il Palermo possa fare la stessa fine di Parma e Bari, costrette alla bancarotta e al fallimento?

LA CESSIONE

Partiamo dall’inizio: nei giorni scorsi l’ormai ex presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha comunicato il passaggio di proprietà (l’ennesimo) dei rosanero ai nuovi proprietari, la Sport Capital Group.

Il gruppo, quotato nel istino NEX di Londra e quella creato appositamente per l’operazione relativa alla cessione del Palermo Calcio, però tarda a far arrivare il tanto sperato aumento di capitale, essenziale per permettere al Palermo di sopravvivere.

La FIGC però vuole vederci chiaro, perchè i rosanero non hanno presentato in tempo la documentazione relativa al passaggio di società necessaria per poter essere iscritta al prossimo anno della Serie B.

DOVE SONO I SOLDI?

Motivo per il quale la Covisoc è arrivata nei giorni scorsi negli uffici della società, e adesso il tempo stringe: senza la documentazione necessaria e il tanto sperato aumento di capitale, è importantissima la scadenza del 16 febbraio per pagare gli stipendi e non incorrere in penalizzazioni nel campionato corrente.

Il tempo quindi stringe: il nuovo presidente John Treacy ha annunciato, nel corso dell’ultimo cda, l’immissione dei primi 3 milioni di euro per le esigenze immediate del club rosanero.

Il prospetto presentato dal nuovo amministratore delegato Facile prevede la necessità di 5,4 milioni entro il 16 febbraio, e ancora non è arrivato il famoso promesso da Alyssa, la stessa holding che Maurizio Zamparini ha venduto agli inglesi nell’operazione Palermo, per poi metterla in mora subito dopo.

Insomma: i dubbi aumentano, i soldi non ci sono, e un nuovo caso Parma si profila all’orizzonte: riuscirà il Palermo a farcela anche stavolta?