Pallotta assicura: “Non lascio la Roma, lo stadio è necessario”

A volte criticato, a volte elogiato. Quello tra James Pallotta e i tifosi della Roma non è propriamente un rapporto semplice e continuo. Ma una cosa è certa: il proprietario americano tiene sempre di più alla sua squadra giallorossa. E lo confessa al sito ufficiale del club.

“Non ho mai pensato di lasciare la Roma. Faccio 61 anni fra due settimane e questo progetto mi esalta ancora. Quando forse ne avrò 75 non starò più qui a guidare questo Club, ma questo non è un progetto a breve termine per me”.

Dopo aver messo in chiaro le questioni sentimentali, James Pallotta scende nel dettaglio sportivo, con la questione relativa alla stadio che lo tormenta ormai da anni.

“Non possiamo diventare uno dei top 10 Club senza uno stadio. Possiamo vivere grandi anni, come la scorsa stagione, ma voglio arrivare a essere tra i top 10 e non parlo solo in termini di fatturato, ma di tutto. Per questo dico che lo stadio è il punto di svolta. Se si pensa che io sia più ossessionato dallo stadio rispetto alla squadra, semplicemente è perché non passa il mio messaggio: è proprio perché sono ossessionato dalla squadra che ho questa determinazione a costruire lo stadio”.

Guardando realisticamente la situazione della Roma e le ultime stagioni disputate dai giallorossi, Pallotta vede la squadra nella top 20 dei club mondiali.

“Penso che negli ultimi anni, guardandoli complessivamente, il nostro sia un Club da top 20. A livello calcistico, direi che in questo gruppo ci sono probabilmente due o tre squadre in Spagna, una o due squadre in Francia, due squadre in Germania, sette in tutto. In Inghilterra ce ne sono altre sei e siamo a tredici, alle quali possiamo aggiungerne forse cinque italiane. Guardandola in questo modo, direi che sul campo siamo certamente tra le migliori 20. In alcune aree fuori dal campo, penso che siamo tra i primi 10 club”.

Immancabile un commento finale anche sull’attuale momento della Roma, con due partite fondamentali alle porte come quelle contro Lazio e Porto.

“Abbiamo delle grandi partite sabato e mercoledì. È per questo che giochiamo a calcio. Queste sono partite che si attendono con ansia: in cui c’è una gran posta in palio. Non chiedermi un pronostico, ma se giochiamo come so che possiamo fare, siamo in grado di ottenere i risultati di cui abbiamo bisogno. A volte sono depresso e frustrato perché odio perdere. Più di ogni altra cosa. In me c’è una natura competitiva”.